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Dalla MASLD alla MASH: come identificare l’infiammazione epatica e stratificare il rischio

La malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica (MASLD) — già nota come steatosi epatica non alcolica — è oggi la principale epatopatia cronica a livello mondiale. In Italia, studi condotti su coorti nazionali stimano una prevalenza di circa il 25% nella popolazione adulta generale, una quota destinata ad aumentare parallelamente all’epidemia di diabete di tipo 2 e sindrome metabolica.

Eppure, la MASLD rimane largamente sottodiagnosticata. Il motivo è semplice: nella maggior parte dei casi, la malattia è silente. Il fegato non fa male. I valori delle transaminasi possono essere nella norma. E il paziente con obesità addominale, glicemia borderline o dislipidemia che entra nell’ambulatorio raramente viene valutato per il suo rischio epatico.

 

webinar | Come inquadrare la malattia epatica in caso di epatosteatosi | 19 novembre 2026

Approfondisci con i maggiori esperti 

Il 19 novembre 2026, Echosens organizza un webinar live gratuito — Come inquadrare la malattia epatica in caso di epatosteatosi — con quattro esperti italiani di riferimento: Prof. Luca Miele, Prof. Fabio Piscaglia, Prof.ssa Patrizia Burra e Dott. Massimo Marchetti. 
In 60 minuti: infiammazione epatica, stratificazione del rischio, tecnologie elastografiche e sessione Q&A dedicata. Iscriviti gratuitamente al webinar →

 

Il nodo clinico: distinguere la steatosi dalla steatoepatite

Non tutta la MASLD evolve allo stesso modo. La progressione verso la steatoepatite metabolica (MASH), la fibrosi e la cirrosi dipende in larga misura da un fattore ancora difficile da quantificare nella pratica quotidiana: l’infiammazione epatica. 
Identificare precocemente i pazienti con attività infiammatoria significa poter intervenire prima che il danno diventi irreversibile, e significa saperli orientare correttamente verso lo specialista epatologo al momento giusto. Nei pazienti con epatosteatosi e fattori di rischio cardiometabolico, questo passaggio è spesso il più critico e il più trascurato.

Cosa raccomandano le linee guida EASL-EASD-EASO 2024

Le linee guida EASL-EASD-EASO 2024 raccomandano un approccio a step per la valutazione non invasiva del paziente con MASLD: a partire da score ematici come il FIB-4, seguiti da tecniche di imaging elastografico, in particolare la VCTE®, per confermare o escludere la fibrosi avanzata. 
L’accesso a questi strumenti nella pratica clinica, soprattutto al di fuori dei centri epatologici specializzati, rimane una delle sfide principali per i medici di medicina interna, i diabetologi e i medici di famiglia che gestiscono quotidianamente i pazienti a rischio.

VCTE®, SWE e pSWE: non tutte le elastografie sono uguali

Nell’ambito dell’elastografia epatica, esistono tecnologie diverse — VCTE®, SWE e pSWE — che rispondono a principi fisici differenti e generano parametri non intercambiabili. Conoscere le differenze cliniche tra queste metodiche è fondamentale per interpretare correttamente i risultati e per evitare di confrontare misurazioni ottenute con strumenti diversi. 
La VCTE® (FibroScan®) rimane la tecnologia con il maggior numero di studi clinici validati e le soglie diagnostiche più consolidate nella letteratura internazionale.

Dalla teoria alla pratica: un approccio integrato

Inquadrare la malattia epatica in caso di epatosteatosi non richiede la biopsia. Richiede un approccio strutturato: il profilo di rischio cardiometabolico del paziente, gli score non invasivi, l’elastografia epatica e — quando necessario — il rinvio tempestivo all’epatologo. 
Questo approccio è al centro del dibattito nella comunità medica italiana. Il primo studio osservazionale multicentrico nazionale dedicato alla MASLD — ITA-MASLD, promosso dall’Istituto Superiore di Sanità — testimonia quanto la questione sia urgente nel contesto italiano.

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