Perché parlare di stratificazione del rischio nella Colangite Biliare Primitiva (CBP)?
La gestione del paziente con CBP richiede oggi un percorso sempre più personalizzato. Identificare sin dal principio il rischio di progressione della malattia permette infatti di:
- adottare un follow‑up più mirato,
- ottimizzare la scelta terapeutica,
- intervenire precocemente nei pazienti con fibrosi avanzata o risposta terapeutica inadeguata,
- migliorare la prognosi e la qualità di vita.
Questi aspetti saranno al centro dell’incontro formativo del 10 Aprile 2026, pensato per offrire ai clinici strumenti pratici, casi reali e indicazioni immediatamente applicabili.
Relatori dell’evento
Il webinar vedrà la partecipazione di due esperti della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio‑Medico di Roma:
- Prof. Umberto Vespasiani Gentilucci, Professore Associato di Medicina Interna, Università Campus Bio-Medico di Roma – UOC di Medicina Clinica ed Epatologia, Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma
- Dott.ssa Francesca Terracciani, MD, Specialista in Medicina Interna, Dottoranda in Scienza Biomediche Integrate e Bioetica, Università Campus Bio-Medico di Roma – UOC di Medicina Clinica ed Epatologia, Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma
Entrambi porteranno una visione aggiornata, evidence‑based e orientata alla pratica clinica quotidiana.
Cosa verrà approfondito durante il webinar
Durante la sessione, i relatori tratteranno i punti chiave che ogni clinico dovrebbe conoscere per una gestione ottimale della Colangite Biliare Primitiva:
- Criteri aggiornati di valutazione prognostica
Le più recenti evidenze sulla classificazione del rischio e sugli score di utilità clinica. - Impatto della stratificazione sulle decisioni terapeutiche
Come i differenti profili di rischio guidano le scelte farmacologiche e la frequenza dei controlli. - Gestione del paziente con fibrosi avanzata
Indicatori, percorso di valutazione ed elementi di criticità. - Discussione di casi clinici real‑world
Situazioni concrete con strategie replicabili nella pratica quotidiana. - Sessione interattiva Q&A
Uno spazio dedicato alle vostre domande, con confronto diretto con gli esperti.
Key Takeaways
1.Stratificazione Rischio Integrata: La stratificazione del rischio nella PBC deve integrare risposta biochimica (puntando alla normalizzazione della fosfatasi alcalina, soprattutto se stiffness >10 kPa e <62 anni), elastografia epatica e profilo clinico, perché queste variabili predicono prognosi ed escalation terapeutica.
2.Stiffness Epatica Dinamica: La stiffness basale e nel tempo è centrale: <6,5 kPa “rule-out” di F3-F4, >11 kPa “rule-in”, con soglie prognostiche <8/8–15/>15 kPa; variazioni ≥20% correlano rispettivamente a dimezzamento o raddoppio del rischio di eventi epatici.
3.Ipertensione Portale Guidata: Nella PBC avanzata, l’ipertensione portale clinicamente significativa guida gli outcome: usare combinazione stiffness-piastrine (criteri Baveno; p.es. <15 kPa e >150.000 piastrine per escluderla), considerare la componente presinusoidale che può rendere HVPG e stiffness meno affidabili e valutare anche spleen stiffness per affinare la stratificazione.
4.Comorbilità Metaboliche Gestite: Comorbilità metaboliche frequenti (steatosi/diabete) peggiorano la prognosi: monitorare CAP, promuovere calo ponderale e attività fisica e trattare in parallelo la componente metabolica, perché la gestione combinata migliora indici colestatici e qualità di vita (prurito incluso).
5.Escalation Terapeutica Precoce: Escalation terapeutica oltre l’UDCA va anticipata nei fenotipi a rischio (stiffness alta, età giovane, sintomi severi, risposta incompleta): PPAR-agonisti (es. fibrati o seladelpar) mostrano risposte Poise ~60–70% e normalizzazione ALP ~35–40%, con beneficio sul prurito; prudenza nei pazienti con ipertensione portale clinicamente significativa e valutazione della classe Child prima dell’avvio.